Ambiente

GPL e GNL per la qualità dell'aria: lo studio Innovhub 2017

A ottobre 2017, sono stati presentati i risultati dell’indagine Innovhub – Stazioni Sperimentali per l’industria1 “Studio comparativo sulle emissioni da apparecchi a gas, GPL, gasolio e pellet”, commissionato e promosso da Assogasliquidi, associazione di Federchimica che rappresenta le imprese del comparto distribuzione dei gas liquefatti (GPL e GNL)

L’indagine ha avuto l’obiettivo di confrontare le emissioni inquinanti prodotte da impianti di riscaldamento domestico alimentati a GPL o gas naturale con quelle prodotte da stufe a pellet o a gasolio, per comprendere in che modo proprietà dei combustibili, modalità di utilizzo e tecnologia possano contribuire a influenzare gli impatti ambientali dei consumi energetici nel settore residenziale.

Dai risultati della prima fase dello studio, focalizzata sul confronto delle emissioni di diversi apparecchi in normali condizioni di utilizzo, emerge infatti come per alcuni inquinanti, in particolar modo il particolato (PM), siano presenti delle differenze molto evidenti tra gli apparecchi che utilizzano pellet e quelli alimentati a gas naturale e GPL.

Il fattore di emissione associato all’utilizzo del pellet arriva infatti a essere oltre 2.000 volte superiore rispetto a quello associato agli apparecchi GPL.

La seconda fase del lavoro, focalizzata esclusivamente sugli impianti a pellet, ha analizzato le variazioni dei livelli di emissione dei diversi inquinanti (particolato, monossido di carbonio e benzo(a)pirene) a seguito dell’invecchiamento degli apparecchi.
Il fattore di emissione associato all’utilizzo del pellet arriva a essere oltre 2.000 volte superiore rispetto a quello associato agli apparecchi GPLDopo due anni di utilizzo simulato, le stufe a pellet hanno mostrato una degenerazione delle prestazioni in termini di Monossido di Carbonio (CO), mentre incrementi marcati di Particolato (PM) si sono osservati in 3 casi su 4. Molto marcate sono anche le variazioni di Benzo(a)Pirene e degli altri Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) con incrementi da quasi 40 a oltre 80 volte rispetto al valore rilevato inizialmente.
L’effetto registrato si è dimostrato non correlato alla qualità del combustibile o della stufa. L’indagine ha preso in considerazione gli apparecchi a pellet, sia di gamma medio-alta (categoria 4 stelle), fra le più vendute in Italia, sia di tipo economico (categoria 3 stelle), vendute nella grande distribuzione. Ciascuna stufa è stata testata sia con pellet della più elevata qualità disponibile sul mercato (classe A1), sia con pellet di minor qualità (classe A2). Pellet e stufe di migliore qualità hanno mostrato un aumento tra le due rilevazioni che va tra il 48% e il 68% per quanto riguarda il particolato, l’895% e il 1307% per il monossido di carbonio e il 3.743 e il 5.174% per il benzo(a)pirene. Dalle analisi effettuate è emerso inoltre quanto sia fondamentale sottoporre le stufe alimentate a pellet ad una corretta e completa manutenzione, almeno annuale, dal momento che anche gli apparecchi di gamma medio-alta alimentati con pellet di buona qualità sono soggetti all’insorgere di fenomeni di instabilità e di degenerazione delle prestazioni.


Confronto dei livelli di emissione (in mg/Nm3) di PM10, CO e Benzo(a)pirene di una stufa di gamma alta (4 stelle) e di pellet di alta qualità (A1)

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1 Azienda Speciale della Camera di Commercio di Milano che svolge attività di ricerca applicata, consulenza tecnico-scientifica e testing industriale e rappresenta un centro di eccellenza nazionale dedicato alle esigenze delle imprese manifatturiere del settore combustibili, della carta, del tessile e degli oli e dei grassi.